Spunti e suggerimenti per un menu sostenibile di un territorio


Per la repalizzazione di un menu sostenble è opportuno tenere in considerazione diversi aspetti:
innanzitutto la cosa fondamentale è tenere conto di quale abbia la produzione dell’alimento sull’ambiente. Per questo ci viene in aiuto la doppia piramide Barilla che ci aiuta a capire che:
La “dieta mediterranea” patrimonio dell’Unesco costituisce la perfetta sintesi della sostenibilità alimentare.
La dieta mediterranea consiglia poca carne, tanti legumi, un giusto apporto di cereali e frutta e verdura di stagione in abbondanza. La dieta mediterranea abbinata a scelte consapevoli nel rispetto dell’ambiente rende l’atto del mangiare più sostenibile.
Un menu sostenibile non è necessariamente poi fatto con prodotti a certificazione (che a volte possono essere meno sostenibili di altri non certificati). Un concetto sicuramente fondamentale invece è il km0. Certamente un occhio di riguardo va dato ai prodotti tipici e ai piatti della tradizione, specialmente quelli poveri e fatti magari anche con ingredienti vegetali e di recupero. Attenzione che ci sono spesso dei prodotti del territorio che non sono valorizzati o magari sono valorizzati con denominazioni comunali o certificazioni a livello regionale.
Altra cosa da ricordare che prodotto del territorio non necessariamente vuol dire “tipico”, ci sono tantissimi prodotti del territorio che non sono tipici ma che vengono comunque prodotti per il consumo.
Altro fattore da tenere in considerazione per la sostenibilità è certamente la stagionalità e l’utilizzo di prodotti il più possibile a filiera cortissima.
Si possono usare quei pochi prodotti tipici che sono disponibili nella zona ma anche prodotti delle aree limitrofe (province vicine) con attenzione a come vengono impiegati e con quale criterio di importanza.
Tenere sempre ben chiaro il concetto di tipico che non è lo stesso di tradizionale. Ci sono prodotti tipici e prodotti tradizionali, ci sono poi prodotti che potrebbero essere tipici o trafdizionali ma che sono fortunatamente “invisibili” e non sono mai stati valorizzati (questi sono un po’ più difficile da trovare ma con un po di ricerca e con qualche social chissà che possiate anche stupire nella realizzazione del menu.
