XX secolo: l’Espressionismo
Nell’Espressionismo, il cibo non era un tema predominante .Gli artisti spesso utilizzavano elementi del quotidiano, inclusi cibo e bevande, per esprimere emozioni intense e turbamento interiore. Le opere espressioniste spesso esprimevano ansia, disagio e turbamento, e Il cibo poteva quindi essere raffigurato in modo distorto e intensamente emotivo, come simbolo, per trasmettere tali emozioni intense. Queste rappresentazioni potevano riflettere le tensioni della società moderna e le emozioni interiori dei singoli artisti. Edvard Munch, con “Il grido”, crea un’iconica rappresentazione dell’angoscia umana, dove il cibo può trasformarsi in un simbolo di disagio., Kokoska in Minona esegue un ritratto con una donna che raccoglie frutta come se volesse abbraccciarla. Diversi espressionisti italiano disegnano anche soggetti con cibo: Francesco Menzio, Piero Martina, Carlo Levi e <Renato Guttuso. In queste opere, il cibo diviene un punto focale per esplorare le turbolenze dell’anima umana, manifestando emozioni intense e conflittuali.
