XVI secolo: La parentesi del Manierismo 1515-1563
Il Manierismo, successivo al Rinascimento, vide una deviazione dalle proporzioni naturali e una tendenza verso l’eccesso di eleganza e artificiosità. Le opere manieriste spesso sfidavano le convenzioni della prospettiva e delle proporzioni, dando vita a composizioni dinamiche e fortemente stilizzate. Artisti come El Greco sono noti per i loro dipinti allungati e il ricorso all’uso del colore per esprimere emozioni intense. Nel periodo del Manierismo, le opere di cibo spesso facevano parte di scene più ampie, ma l’approccio stilizzato e l’attenzione per i dettagli sfumati caratteristici di questa corrente si riflettevano anche nella rappresentazione del cibo, a volte sfidando le convenzioni del reale. Pontormo con “Cena in Emmaus” cattura l’evento sacro in una tavola rotonda, dove il cibo diviene il medium per trasmettere un significato più profondo. Arcimboldo realizza forme antropomorfe straordinarie utilizzando frutta, verdura, pesci e volatili come elementi chiave. In queste opere, il cibo agisce come un ponte tra il terreno e il divino, manifestando un’estetica visionaria.
