L’arte greca

L’arte greca spesso rappresentava il banchetto e il simposio nella decorazione dei vasi di ceramica attica e corinzia. Gli Etruschi, invece, preferivano utilizzare questo tema nell’arte funeraria. I Romani, invece, facevano uso di affreschi e mosaici ricchi di cibi e bevande, pesci e molluschi, uccelli e selvaggina, frutta e verdura per decorare le pareti e i pavimenti delle loro sontuose dimore.
Nell’arte romana e nei mosaici di Pompei, la rappresentazione del cibo aveva principalmente uno scopo decorativo e non simbolico. Si limitava a esprimere aspetti legati alla nutrizione e all’estetica. Questa raffigurazione dei cibi seguiva il genere artistico noto come “natura morta,” che Vitruvio definiva come “Xenia,” ovvero doni per gli ospiti.
La sua funzione principale era decorativa e serviva a esprimere un atteggiamento di accoglienza. Questa forma d’arte dipingeva direttamente sulle pareti delle abitazioni oggetti realistici come stoviglie e composizioni di frutta o altri generi alimentari.
