Omogeneizzazione
Si tratta di una tecnica di conservazione degli alimenti basata su un procedimento che permette di mantenere stabile un’emulsione senza che vi sia separazione fra le varie fasi.
Gli omogeneizzati sono alimenti di consistenza liquida o promiscua tra il solido e il liquido, utilizzati soprattutto per la lo svezzamento infantile in quanto non richiedono la masticazione, più in generale, si rendono molto utili in caso di strutturazione dentaria incompleta. Gli omogeneizzati oltre a rappresentare il cibo di passaggio tra l’alimentazione liquida del lattante e quella solida dell’infante svezzato vengono impiegati anche nella nutrizione ospedaliera e in quella geriatrica.
L’omogeneizzazione si ottiene per mezzo di apparecchi omogeneizzatori, Il primo omogeneizzatore è stato inventato per la lavorazione del latte da un francese (Gaulin) nel XIX secolo. Il latte crudo tende infatti a separarsi in globuli di grasso e porzione idrica ma, applicando l’omogeneizzazione, le particelle lipidiche vengono frantumate e diluite in maniera uniforme. Lo stesso avviene nella produzione degli alimenti solidi, mentre frullando un alimento con l’acqua questa tende a separarsi, omogeneizzandolo si crea un equilibrio perfetto della miscela. I prodotti così ottenuti, opportunamente trattati con altri sistemi di conservazione, sono conservabili più a lungo e sono di più facile digeribilità
L’omogeneizzazione viene dunque sfruttata in ambito alimentare soprattutto nel condizionamento del latte e nella preparazione di alimenti destinati alla prima infanzia. Questo trattamento trova comunque impiego anche per molti altri prodotti alimentari, come emulsioni di aromi, nettari di frutta, tuorlo d’uovo, sughi e salse di pomodoro. Il prodotto omogeneizzato, in virtù delle sue caratteristiche strutturali, è anche un ottimo intermedio destinato a trattamenti di disidratazione come la liofilizzazione.
